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Figli di Santa Maria Immacolata

Quarta Settimana

STELLA X

L’ubbidienza; che è quella virtù che ci fa sottomessi agli altrui voleri secondo il voler di Dio.

Rallegriamoci colla Beatissima Vergine Maria per la perfetta ubbidienza, mediante la quale mentre Ella era la più nobile e grande tra le pure creature, ubbidiva con giubilo ad ogni creatura qualunque fosse, quando così portava il gusto di Dio: rallegriamoci con Lei ubbidientissima nella casa paterna, ubbidientissima nel Tempio, ubbidientissima in tutto il corso della sua vita, a san Giuseppe, agli Apostoli del Signore e ai cenni di qualunque altra creatura qualora avesse veduto di compiacere il Signore.
Riflettiamo che l’ubbidienza è virtù graditissima a Dio, che come dice la Divina Scrittura «è più accetta che i sacrifici». Virtù poi necessaria: perché disubbidire alle legittime autorità costituite da Dio è lo stesso che disubbidire al medesimo Dio.
Pensiamo che l’ubbidienza è la virtù che combatte e vince più facilmente il nostro amor proprio. Dice il saggio che «l’uomo ubbidiente riporterà le vittorie».
Pratichiamo una ubbidienza pronta ed allegra sottomettendoci sempre a tutti i nostri legittimi superiori, e specialmente ai nostri direttori spirituali ai quali diceva Cristo: «chi ascolta voi ascolta me». L’ubbidienza necessaria in tutto, è sommamente indispensabile in ciò che riguarda la direzione del nostro spirito.

STELLA XI

La misericordia; che è quella virtù che ci rende compassionevoli alle miserie dei nostri simili.

Rallegriamoci colla Beatissima Vergine Maria riconosciuta da tutta 1a Chiesa per la gran Madre della misericordia: rallegriamoci con Lei che fu sempre così tenera di compassione per tutti gli infelici, e che con tanta prontezza offrì Gesù suo figliuolo per la salute del genere umano, prima nel tempio e poi sulla croce, sebbene questa offerta le costasse il maggior di tutti i martiri.
Riflettiamo che la misericordia verso i nostri simili è una virtù nella quale nostro Signore Gesù Cristo ci vuole così perfetti che arrivò a dire: «Siate misericordiosi come è misericordioso il vostro celeste Padre».
Pensiamo che, come dice san Giovanni Crisostomo, non vi è altra cosa che ci innalzi e ci renda simili a Dio quanto la virtù della misericordia.
Custodiamo nel nostro cuore questa virtù ricordandoci che «i misericordiosi non si troveranno immersi nei peccati», come dice lo Spirito Santo. Procuriamoci viscere di tenerezza per tutti i bisogni dei nostri simili; specialmente abbiamo compassione dei poveri peccatori pregando per essi, e procurando per quanto possiamo la loro conversione.

 

STELLA XII

La modestia; che è quella virtù che regola tutti i nostri atti esteriori,

e fa che spiri da noi continua edificazione pei nostri prossimi.

Rallegriamoci colla Beatissima Vergine Maria, per la sua inarrivabile modestia, la quale, come dicono i santi Dottori, era tanta che le persone al solo vedere Maria si sentivano eccitate a santi pensieri anche senza conoscerla; e lasciò scritto san Dionisio che egli se non fosse già stato illuminato dalla fede, quando la vide, l’avrebbe onorata non solo come una persona santa, ma come una Divinità, tanto era grande la sovrumana modestia di Maria Santissima.
Riflettiamo che la virtù della modestia è certo indizio che alberghino nel nostro cuore tutte le virtù, perché è impossibile che l’uomo sia ben regolato in tutto l’esteriore se non è ben regolato nel suo interiore; che frattanto come dice s. Francesco di Sales: «la modestia esteriore serve molto all’interiore, e ad acquistare la pace e la tranquillità dell’anima».
Pensiamo che esercitando la virtù della modestia non solo faremo gran bene a noi, ma daremo anche molta gloria a Dio, perché saremo di grande edificazione e buon esempio ai nostri prossimi. Quindi diceva s. Paolo: «la vostra modestia apparisca davanti a tutti gli uomini».
Procuriamo dunque di essere sempre ben composti nel vestito, nel portamento, nelle parole, negli atti come conviene a cristiani i quali sanno e credono di essere sempre alla presenza di Dio, e anche quando siamo soli imitiamo s. Francesco di Sales, il quale da solo non faceva mai atto meno composto, e che fosse stato inconveniente alla presenza delle persone: abbiamo sempre presente quella gran massima: «Dio mi vede», e saremo sempre modesti.

Nell’imitazione di queste virtù sta la devozione più grata a Maria, e più vantaggiosa alle anime nostre. Preghiamo la divina Madre ad ottenerci la grazia che la luce di queste dodici stelle rischiari adesso la nostra vita, affinché poi ci coroni di gloria in Paradiso.

 

Per Pregare

Inno Akatistos

O Madre di Dio, o invitta protettrice,
noi, tua città, salvati da terribile sciagure
eleviamo a Te inni di vittoria e di ringraziamento.
Tu, che possiedi potenza invincibile,
liberaci da tutti i mali
e noi grideremo a Te: Gioisci Vergine Sposa.


Il primo fra gli angeli fu inviato dal cielo
a recare il saluto alla Madre di Dio
e vedendoti assumere con la voce incorporea un corpo, o Signore,
al solo saluto, restò attonito e rivolto a lei esclamava così:
Gioisci, per te splenderà la gioia;
Gioisci, per te cesserà la maledizione;
Gioisci, redenzione del caduto Adamo;
Gioisci, riscatto delle lacrime di Eva;
Gioisci, altezza inaccessibile all’intelligenza dell’uomo;
Gioisci, profondità insondabile alla mente degli angeli;
Gioisci, sei divenuta il trono del Re;
Gioisci, perché reggi Colui che tutto regge;
Gioisci, stella che annunci il sole;
Gioisci, grembo della divina incarnazione;
Gioisci, per te si rinnova la creazione;
Gioisci, per te si fa bambino il Creatore.
Gioisci, Vergine Sposa.

 

 

Poesia di Dante

 Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile ed alta più che creatura,
termine fìsso d’eterno consiglio.

Tu sei colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che il suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l’eterna pace
così è germinato questo fiore.

Qui sei a noi meridiana face
di caritate, e giuso, intra i mortali,
sei di speranza fontana vivace.

Donna, sei tanto grande e tanto vali,
che qual vuoi grazia e a te non ricorre,
sua disianza vuoi volar sanz’ali.

La tua benignità non pur soccorre
a chi domanda, ma molte fiate
liberamente al dimandar precorre.

In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s’aduna
quantunque in creatura è di bontade

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