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Figli di Santa Maria Immacolata

Seconda Settimana

STELLA IV

La Religione; che è quella virtù che ci fa rendere a Dio il dovuto onore.

Rallegriamoci colla Beatissima Vergine Maria che esercitò gli atti di questa virtù con tanta perfezione, sicché essa sola onorò maggiormente la santissima Trinità che tutti gli Angeli e i Santi.

Rallegriamoci con lei, che diede prova singolarissima di questa virtù permanendo nel tempio nell’età di tre anni per meglio servire il Signore, ed ivi consacrandosi a lui col voto di perpetua verginità.

Riflettiamo che la virtù della religione si deve esercitare tanto col culto interno quanto col culto esterno; volendo essere onorato da noi il nostro supremo Padrone Iddio col cuore e colla bocca, coll’interiore e l’esteriore, come dice s. Paolo: Corde creditur ad iustitiam, ore autem confessio fit ad salutem.

La religione è la più nobile occupazione dell’uomo; mentre che non v’ha cosa che tanto ci onori quanto il servizio di sua Divina Maestà; i servi di Dio per ciò stesso hanno somma gloria, gloria da sovrani: servire Deo regnare est.

Pratichiamo questa virtù tanto necessaria, e malveduta e derisa più che mai ai nostri giorni. Le persone religiose, devote e pie sono disprezzate grandemente dai mondani. Poveri ciechi! un giorno apriranno gli occhi quando si pentiranno invano di aver riputato stoltezza la vita devota e religiosa, come predice lo Spirito Santo.

Lungi da noi ogni umano riguardo nel divino servizio, facciamo con coraggio tutte le opere buone e sante davanti agli occhi di questo stupido mondo, e non facciamo conto di lui.

 

STELLA V

L’Umiltà; che è quella virtù che ci fa conoscere il nostro niente da vanti il tutto che è Dio.

Rallegriamoci colla Beatissima Vergine Maria per la sua profonda umiltà, mediante la quale, come fu rivelato a santa Metilde, essendo ella arricchita di tante grazie sopra ogni altra creatura, non si è mai preferita a nessuna; rallegriamoci con lei che ha esercitato questa virtù nel modo il più perfetto, chiamandosi l’ancella del Signore sul momento di divenirne madre; nascondendo anche a s. Giuseppe i suoi singolarissimi doni, compresa la Divina Maternità, e riferendo a Dio ogni lode che le veniva dalle persone, come fece rispondendo ai saluti di s. Elisabetta.

Riflettiamo che l’umiltà è il sostegno e lo splendore di tutte le virtù; quella di cui Dio è così amante, che subito corre dove la vede, come diceva santa Giovanna di Chantal.

Pensiamo che il peccatore il quale si dà alla pratica della santa umiltà diviene giusto sicuramente, perché ella ne scaccia il peccato; mentre invece se il giusto lascia di praticarla, cade sicuramente in molte colpe e diviene peccatore; sicché, come dice s. Giovanni Grisostomo, è meglio il peccato coll’umiltà che la giustizia colla superbia.

Custodiamo dunque nel nostro cuore la santa umiltà, persuadiamoci del nostro nulla, riconosciamo che pei nostri peccati e ingratitudini non meritiamo se non castighi da Dio, e disprezzo dalle creature; nascondiamo il nostro bene agli occhi degli uomini, affinché Iddio ce lo accresca, ed esso solo se ne compiaccia; ricordandoci sempre la gran sentenza di Gesù Cristo che «chi si umilia sarà esaltato, e chi si esalta sarà umiliato ».

 

STELLA VI

La Castità; che è quella virtù che ci conserva puri di anima e di corpo.

Rallegriamoci colla Beatissima Vergine Maria per la sua perfetta castità, mediante la quale si mantenne così pura di anima e di corpo n mezzo al fango di questa terra, che meglio non avrebbe potuto mantenersi pura tra i gigli del Paradiso. Rallegriamoci con Lei, cui non sarebbe piaciuta abbastanza la dignità di Madre di Dio, se avesse dovuto ottenerla mediante un qualche danno della sua intemerata verginità, come si rileva dal santo Vangelo.

Riflettiamo che la castità è virtù necessaria ad ogni Cristiano, dovendo ciascuno conservarla secondo il proprio stato sotto pena d’esser escluso dal regno di Dio, come ci avverte l’Evangelista s. Giovanni.

Pensiamo che fu questa virtù tanto cara al Divino Redentore, che mentre permise d’essere calunniato in altri modi, non ha mai permesso di essere calunniato d’impurità. Per il che diceva s. Vincenzo Ferreri che mentre le altre virtù si devono in certo modo nascondere per umiltà, questa invece si deve far conoscere a tutti, sicché nessuno possa dubitare che noi non siamo casti.

Custodiamo la santa castità. Oh quanti pericoli di perderla incontriamo continuamente! Vigiliamo sempre sopra di noi. Persuadiamoci di quella gran verità che predicava san Remigio, che cioè i peccati contro la santa castità da sé soli conducono più anime cristiane all’inferno, che non tutti gli altri peccati insieme.

 

Per Pregare

SOTTO LA TUA PROTEZIONE

 

Sotto la tua protezione
cerchiamo rifugio,
Santa Madre di Dio
non disprezzare le suppliche
di noi che siamo nella prova
e liberaci da ogni pericolo
o Vergine, gloriosa e
benedetta.

 
“Santa Maria
prega per noi!”

 

Poesia di Giosuè Carducci

Ave Maria! Quando su l’aure corre
l’umil saluto, i piccioli mortali
scovrono il capo, curvano la fronte
Dante e Aroldo.
Una di flauti lenta melodia
passa invisibil fra la terra e il cielo:
spiriti che forse furon, che sono
e che saranno.
Un oblio lene de la faticosa
vita, un pensoso sospirar quiete,
una soave volontà di pianto
l’anime invade.
Taccion le fiere e gli uomini e le cose,
roseo ‘l tramonto ne l’azzurro sfuma,
mormoran gli alti vertici ondeggianti.
Ave Maria

 

Ave Maria! Quando su l’aure corre
l’umil saluto, i piccioli mortali
scovrono il capo, curvano la fronte
Dante e Aroldo.
Una di flauti lenta melodia
passa invisibil fra la terra e il cielo:
spiriti che forse furon, che sono
e che saranno.
Un oblio lene de la faticosa
vita, un pensoso sospirar quiete,
una soave volontà di pianto
l’anime invade.
Taccion le fiere e gli uomini e le cose,
roseo ‘l tramonto ne l’azzurro sfuma,
mormoran gli alti vertici ondeggianti.
Ave Maria
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