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Figli di Santa Maria Immacolata

Prima Settimana

Stella I

 La Fede; che è quella virtù che ci fa credere fermamente tutte le verità rivelate da Dio alla santa Chiesa.

Rallegriamoci colla Beatissima Vergine Maria per la sua perfetta fede, mediante la quale ha creduto alla parola dell’Arcangelo Gabriele che ella sarebbe rimasta Vergine intemerata addivenendo madre del Divino Salvatore; e ripetiamole con santa Elisabetta: «Beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore». Rallegriamoci che sotto la croce mentre vacillò la fede di tutte le anime discepole e dilette di Cristo, soltanto restò immobile e ferma la fede di Lei senza dubitar punto della Divinità del crocifisso suo Figliuolo e della gloriosa risurrezione che sarebbe seguita alla sua morte.
Riflettiamo che la Fede è la virtù più essenziale al cristiano, «senza la quale», come dice l’Apostolo, «è impossibile piacere a Dio»; che anzi come dice il medesimo, è di somma necessità per accostarsi a lui; «per chi vuole accostarsi a Dio è necessario credere».
Pensiamo che sempre il cristiano è a pericolo di perdere la virtù della santa Fede se non si mantiene nell’umiltà dello spirito, sottomettendo ciecamente il suo intelletto all’autorità della divina rivelazione: che peraltro in questi tempi il pericolo è maggiore; mentre gli apostoli del demonio dei quali il mondo è pieno, lavorano instancabilmente senza alcun timore con tanti scritti e discorsi scellerati a sradicare la fede dai cuori dei cristiani.
Per tanto manteniamoci nell’umiltà dello spirito credendo quanto c’insegna la santa Chiesa; cacciamo lungi da noi ogni scritto e chiudiamo le orecchie ad ogni discorso contro la nostra santissima Religione: altrimenti perderemo la Fede, perduta la quale, sarebbe perduto tutto.

 

  Stella II

La Speranza: che è quella virtù che ci fa mettere in Dio tutta la nostra confidenza,

e ci fa aspettare con efficace desiderio il Paradiso.

Rallegriamoci colla Beatissima Vergine Maria per la sua perfetta speranza, mediante la quale nelle molteplici sue angustie confidò sempre unicamente nel Signore; così nel sospetto che tormentò il suo sposo Giuseppe, così nel vedersi rifiutata da ogni albergo in Betlemme, così nella fuga in Egitto, e in tutti gli altri suoi affanni e dolori, e mediante la quale aspettò con sicurezza la grazia anche quando le pareva negata, come avvenne nelle nozze di Cana. Salutiamola con santa Chiesa per la Madre della santa speranza. Mater Sanctae Spei; e anzi speranza nostra: spes nostra, salve; essendo tale per la confidenza che c’inspira, e per le grazie che ci ottiene col suo Patrocinio.
Riflettiamo che la speranza è virtù non solo necessaria per ottenere le Divine Misericordie, ma anche la misura delle medesime; dice s. Giacomo «che si domandi con ferma fiducia senza dubitar di ottenere», e tanto maggiori si ottengono le grazie quanto maggiori si sperano: ci fa pregare la Chiesa: «Secondo che abbiamo sperato in voi, venga sopra di noi, o Signore, la tua misericordia».
La Speranza poi del Paradiso è un conforto che vale a dissipare tutte le angustie e le afflizioni del mondo, perché nell’aspettazione di un tanto bene più non si sente dolore dei mali presenti, e anzi si cangiano in materia di gaudio, come avveniva a s. Francesco d’Assisi, il quale cantava: 
Tanto è grande il ben che aspetto
che ogni pena mi è diletto.
Custodiamo nel nostro cuore la santa Speranza, e non permettiamo che sia affievolita neanche dalla memoria della moltitudine dei nostri peccati. Detestiamoli sì, con tutte le forze del nostro spirito, aborriamoli più che il demonio, più che l’inferno; ma d’altra parte pensiamo che per grandi che siano i nostri peccati, sono un nulla davanti quell’infinita Misericordia che al peccatore pentito come perdona un peccato ne perdona un milione, e che di una gran peccatrice come fu santa Maria Maddalena ne ha fatto la prima santa del Paradiso, secondo fu rivelato a santa Brigida. Speriamo fermamente il perdono dei peccati, speriamo fermamente ogni grazia, speriamo fermamente il bel Paradiso.

 

Stella III

L’Amor di Dio; che è quella virtù che ci unisce a Dio, e ci fa voler bene a Lui più che ad ogni cosa.

Rallegriamoci colla Beatissima Vergine Maria per il suo perfetto divino amore; per cui essa sola arrivò in questa terra ad adempiere il precetto dell’amor di Dio senz’ombra di difetto, come si adempie in Cielo. Rallegriamoci con lei che dal momento della sua Immacolata Concezione cominciò ad amare Iddio meglio che tutti i Santi, e che poi di momento in momento in tutta la sua santissima vita sempre si innalzò a più sublimi gradi di amore, finché per forza di puro amore avvenne la sua felicissima morte.
Riflettiamo che l’amor di Dio è la virtù regina di tutte le altre virtù, e quella che costituisce tutta la perfezione cristiana. «La maggiore» delle più nobili virtù quali sono le teologali «è la carità», dice s. Paolo: «essa è il vincolo della perfezione».
L’amor di Dio frattanto è l’affetto più dolce del cuore, è il gaudio dello spirito, è la fonte di ogni vera consolazione, è la vita dell’anima, è quello che rende il cuor nostro, per quanto lo può essere, degno abitacolo della santissima Trinità. Diceva s. Francesco di Sales: «Oh quanto è fortunato lo spirito, dentro il quale è diffuso il santo amore, poiché con vello ogni bene parimente gli arriva! ».
Custodiamo nel nostro cuore il santo amor di Dio: che è un tesoro infinito; e procuriamo che nel nostro cuore regni esso solo; amando questo infinito bene ci potranno restare altri affetti per consacrarli ad altre cose? Amiamo Iddio, e contentiamoci del suo solo amore.

 

Per Pregare

 

Ave, o Maria,
piena di grazia
il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne
e benedetto è il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio,
prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora
della nostra morte.

Amen

 

Poesia di Trilussa

 

 

Quand’ero ragazzino, mamma mia
me diceva: “Ricordati fijolo,
quando te senti veramente solo
tu prova a recità ‘n’ Ave Maria.
L’anima tua da sola spicca er volo
e se solleva, come pe’ maggia”.

 

Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato;
da un pezzo s’è ad dormita la vecchietta,
ma quer consijo nun l’ho mai scordato.
Come me sento veramente solo
io prego la Madonna benedetta
e l’anima da sola pija er volo!

 

Trilussa, La solitudine

 

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