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Figli di Santa Maria Immacolata

L'immacolata

Come Figli di Maria, l’Immacolata è la festa che più ci attrae e ci raduna e ci coinvolge corpo ed anima fino a farci pregustare interiormente la comunione tra il bene ed il bello: sostanza questa della nostra vocazione, progetto di quel Dio che “ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi ed immacolati al suo cospetto nella carità” (Ef 1,4).

La bellezza di ogni creatura e ancor più di un battezzato e di un consacrato, richiama e riflette la divina bellezza. Creati ad immagine di Dio, siamo stati fatti per la bellezza, ma ciò che in noi è ancora tendenziale lo possiamo contemplare in pienezza nella Vergine Immacolata, dove il vero, il bene ed il bello coincidono, come capolavoro di Dio.

“Tota pulchra es Maria et macula originalis non est in te”: tu sei bella nei pensieri, nelle parole, nelle azioni, dalla nascita alla morte; bella nella concezione verginale, nel parto divino e pur nella passione e nello splendore della risurrezione.

Bella perché Madre dell’Amore più bello: “Mater pulchrae dilectionis”.

Questa tua fulgida innocenza, questa tua esclusiva disponibilità verginale per Dio si è arricchita di “grazia su grazia” (Gv 1, 16) e la tua sensibilità corporea è stata come spiritualizzata, trasfigurata, sino a comprendere perfettamente le cose dello Spirito e abilitata a vedere l’invisibile (cf. Eb 11, 27) nell’orizzonte del quotidiano e resa capace di intuire e conservare nel cuore il senso salvifico di ogni evento. Maria, Dio ti ha donato quell’ “affectus fidei” che umanamente parlando è proprio di chi si innamora.

La tua bellezza inedita si riassume nel “kekaritomene” e si illumina nel Magnificat.

Tu sei l’Immagine espressa della “splendida bellezza del verbo eterno”, di quella Parola incarnata e crocifissa ed esaltata che ci dona il suo Spirito per una santità eminente. Tu, figura della Chiesa ed eccellentissimo modello nella fede e nella carità sei venerata come madre amantissima. Tu sei la creatura che nella Chiesa santa occupa, dopo Cristo, il posto più alto e più vicino a noi (cf. LG 53 e 54).

Vergine Immacolata, contemplandoTi, lo stupore pervade il mio animo e mi richiama e mi introduce alla esperienza degli apostoli alla trasfigurazione, dove Gesù di Nazaret appare in quella dimensione “altra” dall’esistenza che noi non riusciamo a chiamare se non “Cielo”.

Volgiamo lo sguardo all’Icona dell’Immacolata, ascoltiamo anche con gli occhi: Lei risplende di una bellezza unica, per noi ancora da scoprire.

Lasciamoci aprire gli occhi dallo Spirito e, come per incanto, vedremo che la bellezza di Maria è la bellezza di Gesù e la bellezza di Gesù è la bellezza di Maria.

In questa sinfonia di sguardi che contemplano la bellezza del mistero, andiamo a rileggere con la dovuta attenzione la bolla che definisce l’Immacolata Concezione come verità universale e lasciamoci coinvolgere nei sentimenti del Beato Pio IX.

P. Luigi Fain Binda

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