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Figli di Santa Maria Immacolata

Educatore

Leggendo la vita del Servo di Dio Giuseppe Frassinetti, ci s’imbatte spesso in belle brigate di giovani, figli carissimi intorno al padre.

Cosicché i giorni agitati del buon parroco di Santa Sabina respirano un’aria di gioventù. Pur sapendo che ogni santo è un capolavoro degno di ammirazione, ci si accosta con maggior simpatia a quei santi intorno ai quali sta un’allegra schiera giovanile. Così è del Frassinetti.

La sua personalità non comune, fatta di fierezza virile e delicatezza materna, intelletto fervido e volontà indomita, sovrana carità in opere e in parole, bastava per diventare un centro di attrazione spirituale. Affascinava con dolce fortezza coloro che ebbero modo di sperimentare da vicino l’ardore della sua anima. Tra questi alcuni giovani che scoprirono la santità senza tanti calcoli e tante diffidenze. Il problema dell’educazione della gioventù, sempre urgente e pieno di angustie in ogni epoca, assorbì le forze di una schiera di santi educatori. Giuseppe Frassinetti fu un provvidenziale apostolo nella Chiesa genovese del secolo scorso. Dalle sue opere e dai suoi scritti egli ci appare con tutte le qualità del vero educatore.

Si mette a contatto con tutte le anime, non agisce secondo schemi artificiali e astratti dalla vita, ma piuttosto secondo una visione obiettiva e completa di quel complicatissimo essere che è l’uomo. Sa farsi amare e con la fiaccola dell’amore illumina l’innocenza di uno o purifica la miseria dell’altro. Perciò, pur potendolo fare per le sue alte doti, non s’impone e non costringe, ma cerca di sviluppare nei giovani quella diversa personalità che Dio ha dato a ciascuno di essi. Non ama generalizzare o scrivere belle frasi da educatore a tavolino. Trascura la consolazione dei risultati immediati, non ha la fretta dell’educatore debole e incerto. Non sente l’ambizione delle parate esteriori ma preferisce coltivare i suoi uno per uno, cercando di studiarli come sono in realtà. Dà un’educazione forte e generosa: un sì detto a Dio con cuore aperto e mai più ritirato; un’educazione gioiosa fondata sul sano ottimismo delle risorse e delle vicende umane come effusione della bontà di Dio, un’educazione alla vita eroica intesa come semplice e luminoso compiere bene il proprio dovere. Le norme pedagogiche del Frassinetti sono frutto della sua personale esperienza. Nessuna di esse procede a priori ma tutte sono conseguenza di un lavoro ideato e fatto in concreto. Così il Frassinetti gode il vantaggio di poter dare suggerimenti già provati e collaudati dalla pratica di vita tra i giovani. Sin dall’inizio del suo sacerdozio si è occupato di educazione cristiana in senso pieno. Ha ideato e attuato associazioni e fondazioni a favore della gioventù, scrivendo anche molti opuscoli sull’argomento.

Altra caratteristica dell’attività educativa del Frassinetti è il suo equilibrio e la sua discrezione. Non pretende di fare di tutti degli eroi e delle anime straordinarie. Sa che le anime straordinarie il Signore le suscita a suo piacimento e se le governa da solo. Per il resto usa moderazione, non esagera mai, non vola in braccio alla fantasia, prende le cose come sono, realista senza crudezza, ottimista senza sogni. Rispetta sempre l’armonia tra natura e soprannatura, non sostituisce e nemmeno svincola mai l’una dall’altra. La sua pedagogia è tutta spirituale e sacramentale ma non trascura quei dati positivi e negativi che ognuno porta nella sua natura; gli uni per essere valutati nel loro pieno valore e gli altri per essere corretti e riformati. La prassi educativa del Frassinetti è in sintesi semplice e discreta ma sostenuta da una forte convinzione oltre che da idee chiare, precise ed efficaci, espresse in una prodigiosa produzione letteraria. Ogni educatore degno di questo nome, parte convinto dell’eccellenza della sua missione e della possibilità di un risultato concreto. Questa idea basilare si adeguerà poi ai tempi e all’ambiente, non si fisserà in uno stampo unico ed esclusivo, pur salvaguardando l’unità dell’educazione. Per sua natura l’educazione non porta alla dispersione e in questo sta la semplicità. La discrezione invece deriva dal riguardo verso i singoli individui che hanno un volto proprio e un’anima propria. Questo rispetto segna i tempi della progressività dell’educazione, che è lenta nella sua maturazione ma tale che conduca all’indipendenza dell’educato. Proprio come succede alla madre il cui ufficio è di allevare il figlio fino a quando si può staccare da essa, per una vita indipendente. Per usare una formula sintetica: per il Frassinetti l’educazione è un’offerta di idee e d’amore e in ciò sta l’alta nobiltà dell’opera dei sacerdoti che sono per missione degli educatori.

Testo di Mons. Valentino Vailati

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