stemma FSMI

Figli di Santa Maria Immacolata

Parroco

  

Il giovane sacerdote Giuseppe Frassinetti, bruciando rapidamente le tappe e sovvertendo le abituali regole della Chiesa - sempre molto prudente e attenta a non bruciare i suoi sacerdoti -, a soli 27 anni è già parroco a Quinto al Mare. La parrocchia di Quinto al Mare, composta per lo più da famiglie dedite alla dura professione di marinaio o di pescatore, non godeva buona salute spirituale. La naturale tendenza al divertimento immorale, le numerose unioni illegali, la normale lontananza da casa degli uomini a causa del loro lavoro in mare, la scarsa partecipazione ai Sacramenti, facevano di Quinto un ambiente venato di paganesimo, sovraccaricato dal conseguente lassismo dei costumi. Gli otto anni trascorsi dal Frassinetti a Quinto produssero nella parrocchia effetti davvero mirabili, tanto che la situazione morale fu quasi capovolta e la vita religiosa conobbe un’autentica primavera. L’azione capillare del suo ministero, che sapeva dare importanza tanto alle “cose” piccole come a quelle grandi, attirò giustamente l’attenzione dell’Arcivescovo, che lo giudicò maturo per guidare una parrocchia più impegnativa. I suoi preziosi talenti umani e sacerdotali non potevano restare più a lungo nascosti e riservati a pochi fedeli, ma dovevano essere posti a totale disposizione di un numero maggiore di credenti. La grande Genova, che, sempre più inaridita nella fede, aveva urgente necessità di dissetarsi, a larghi sorsi, alle sorgenti della santità, aveva già prenotato nel Frassinetti il suo pastore ideale. La centralissima parrocchia di Santa Sabina, in totale rovina, anche materiale, aveva assoluto bisogno di un restauratore valido, infaticabile, innovatore. Ed eccolo al lavoro. Per quasi 29 anni (dal 1839 al 1868) don Giuseppe Frassinetti, con il titolo di Priore, guidò il gregge di Santa Sabina:

-      con la saggezza dell’uomo illuminato,

-      l’interesse del padre amorevole,

-      la vivacità del promotore d’innumerevoli iniziative,

-      la severità del pastore senza compromessi,

-      la fermezza del teologo senza smagliature,

-      la risolutezza del medico senza debolezze.

La stessa città di Genova, bisognosa di nuovi esempi di rettitudine e di virtú, città disorientata per l’evoluzione dei tempi, il ruolo di centralità nei moti rivoluzionari per l’indipendenza d’Italia, trovò in lui un faro che indicava il cammino, una difesa contro gli sbandamenti e un medico che con amore si curvava sulle sue ferite. La parrocchia di Santa Sabina divenne un centro di spiritualità e un punto di riferimento per il clero e per i fedeli.

Condividi su Facebook